Oltrepassare la soglia della camera funeraria di Tutankhamon ricrea quell'istante magico del 1923, quando Howard Carter e Lord Carnarvon posarono per primi lo sguardo su questo spazio sacro, rimasto inviolato per oltre tremila anni.
Il percorso all'interno della tomba
La struttura della KV62 rivela un'architettura essenziale rispetto alle altre sepolture reali. Una scala discendente conduce i visitatori attraverso un corridoio che si restringe gradualmente fino all'anticamera.
Superato il varco originariamente murato e custodito da due imponenti statue di guardiani, si accede alla camera funeraria, chiamata "Casa d'Oro" per le sue pareti dorate che brillano ancora oggi sotto la patina del tempo.
Gli antichi architetti concepirono inizialmente la camera sepolcrale e l'anticamera come spazio unico, separandole solo durante i sacri rituali di sepoltura.
Il pavimento della camera funebre sprofonda oltre un metro sotto il livello dell'anticamera.
Quattro nicchie misteriose, allineate ai punti cardinali, ospitavano figure magiche poste a protezione eterna del sovrano defunto.
Verso oriente, un passaggio rivela il "tesoro", sancta sanctorum della tomba. Qui giacevano preziosi oggetti rituali:
Splendidi vasi canopici in alabastro contenenti le viscere del faraone e, in un'ultima commovente testimonianza, le mummie di due piccole principesse, probabilmente figlie di Tutankhamon mai nate.
Cosa si può vedere oggi
La camera funeraria splende solitaria con i suoi dipinti murali, unici sopravvissuti della decorazione originale.
Secoli di umidità hanno lasciato il segno sugli affreschi, ora punteggiati da microscopiche tracce di muffa. Un meticoloso restauro, completato nel 2019, ha arrestato il degrado causato dal respiro di migliaia di visitatori.
Le pareti narrano un'epica storia di transizione divina. Sul muro settentrionale, tre scene si susseguono come atti di un dramma sacro:
Il sacerdote Ay officiante il rito dell'Apertura della Bocca, Tutankhamon accolto dalla dea Nut alle porte dell'aldilà, e infine il giovane re, seguito dal suo Ka spirituale, nell'abbraccio di Osiride.
La parete orientale mostra il solenne corteo funebre, mentre quella occidentale ritrae la barca solare scortata da divinità e dodici babbuini, custodi delle ore notturne.
La parete meridionale, purtroppo segnata dagli scavi archeologici, conserva solo frammenti del suo splendore originale.
Al centro della camera troneggia il monumentale sarcofago di quarzite dorata: 274 centimetri di lunghezza, 147 di larghezza e altezza, 430 chilogrammi di pietra sacra. Una lastra di vetro moderna ha sostituito l'antico coperchio di granito rosso.
La mummia del faraone
Il corpo di Tutankhamon rappresenta il cuore pulsante della tomba. Quattro cappelle dorate lo proteggevano come scrigni preziosi, insieme a tre sarcofagi antropomorfi.
Il 28 ottobre 1925, Carter svelò il volto del faraone, celato dalla celebre maschera d'oro.
Il recupero della mummia si trasformò in una sfida drammatica. Gli unguenti e le resine dell'imbalsamazione avevano fuso il corpo con il sarcofago in un abbraccio millenario.
Dopo tentativi sempre più disperati - dal calore solare alle lampade termiche - l'uso di lame roventi frantumò involontariamente il corpo regale.
Gli studi scientifici hanno rivelato un giovane sovrano alto 1,67 metri, dalla costituzione delicata, spentosi tra i 18 e i 20 anni.
Le analisi moderne hanno svelato un quadro clinico complesso: la malattia di Kohler comprometteva la circolazione degli arti inferiori, mentre ripetute infezioni di malaria tropicale potrebbero aver accelerato il suo destino.
Oggi, il faraone riposa nella sua dimora eterna, protetto da una teca climatizzata.
I visitatori possono così incontrare uno dei più misteriosi sovrani dell'antico Egitto, la cui breve vita continua a raccontare storie di potere, fragilità e immortalità.