Il Tempio di Karnak:Parte della Magio dell’Antico Egitto

Il Tempio di Karnak rappresenta la più grande struttura religiosa mai costruita al mondo, con una straordinaria estensione di 300.000 metri quadrati.

Infatti, questo magnifico complesso, situato nell'antica città di Luxor, ha richiesto circa 500 anni di costruzione, dal XVI all'XI secolo a.C., senza essere mai completamente terminato.

In particolare, il tempio di Karnak vi stupirà con le sue dimensioni monumentali: un obelisco alto 29 metri del peso di 323 tonnellate e una Grande Sala Ipostila che ospita ben 134 colonne su un'area di 5.000 metri quadrati.

Inoltre, questo sito UNESCO non è solo un tempio, ma un vero e proprio museo a cielo aperto, composto da tre templi principali dedicati principalmente al dio Amon, ma anche ad altre divinità come Mut e Khonsu.

Questo straordinario complesso archeologico, collegato al Tempio di Luxor attraverso un viale fiancheggiato da sfingi, vi svelerà i suoi segreti come centro religioso, amministrativo e palatino dell'Antico Egitto.

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Indice dei contenuti:

Karnak Dove la Storia e la Spiritualità.

Durante il Nuovo Regno, il complesso templare di Karnak si affermò come il cuore pulsante della fede nell'antico

Egitto. Questo straordinario sito non era solamente un luogo di culto, ma fungeva anche da centro amministrativo, tesoreria e palazzo per i faraoni.

Centro religioso dell'antico Egitto

La costruzione del tempio, iniziata nel 2055 a.C., proseguì per oltre 1500 anni fino al 100 d.C.. In particolare, il complesso era dedicato principalmente alla triade divina tebana: Amon, sua moglie Mut e il loro figlio Khonsu. 

Amon, rappresentato come divinità dell'aria e del sole, godette di particolare venerazione dal 1570 al 1069 a.C..

Il recinto templare della dea Mut, che si estendeva su un'area di circa 250 x 400 metri, era collegato a quello del marito Amon attraverso un suggestivo viale di sfingi criocefale.

Inoltre, ciascun recinto ospitava un lago sacro destinato ai rituali di purificazione dei sacerdoti.

L'importanza religiosa del complesso è testimoniata dalla presenza di dieci edifici dedicati al dio Amon.

Durante questo periodo, il tempio divenne meta di pellegrinaggio per i devoti e sede di importanti celebrazioni religiose, tra cui il rinomato Festival di Opet.

Simbolismo architettonico

L'architettura del tempio di Karnak racchiude un profondo significato simbolico. Ogni dettaglio costruttivo e decorativo riflette la spiritualità dell'epoca.

Le pareti sono riccamente decorate con raffigurazioni di dei, faraoni e scene mitologiche che narrano le leggende dell'antico Egitto.

Particolarmente significativa è la rappresentazione della battaglia tra Horus e Seth, che simboleggia la lotta tra il bene e il male. 

Il complesso si sviluppa secondo un orientamento geografico duplice, evidenziato dal posizionamento dei piloni, la cui numerazione attuale segue una progressione stabilita dagli archeologi.

La grandiosità del tempio si manifesta nelle sue dimensioni impressionanti: il recinto di Amon misura circa 400 x 600 metri, per un'area totale di 300.000 metri quadrati.

All'interno del complesso, tra il I e il II pilone, si apre il "Grande Cortile Porticato" che ospita il tempio-deposito di Ramses III, adibito a ricovero delle barche sacre del dio Amon.

Un elemento architettonico di particolare rilevanza è il "Vestibolo di Bubasti", noto anche come "Portico", realizzato dal sovrano della XXII dinastia, Sheshonq I. 

Inoltre, ai lati dell'accesso al tempio di Thutmosi I, Thutmosi III fece erigere due pilastri che rappresentano le piante araldiche dell'Alto e Basso Egitto: il fior di loto e il papiro, simboli dell'unità del regno.

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Esplorare il Complesso

Addentrarsi nel vasto complesso di Karnak richiede una pianificazione attenta per apprezzare appieno le sue meraviglie architettoniche.

Il perimetro del tempio si estende per oltre 2.400 metri, offrendo un'esperienza unica attraverso millenni di storia egizia.

Percorso di visita consigliato

Il percorso inizia dal maestoso ingresso principale, dove si accede al Gran Cortile, caratterizzato da colonne sui lati nord e sud.

Successivamente, attraverso il vestibolo del tempio, si raggiunge la spettacolare Sala Ipostila, cuore pulsante del complesso con le sue 134 colonne finemente decorate con geroglifici.

Proseguendo il cammino, si incontra il secondo pilone, dove due imponenti statue in granito rosa di Ramses II fanno da guardia. 

Oltrepassando il terzo pilone, edificato da Amenhotep III, si giunge alla prima Sala dei Registri, costruita da Tuthmose III.

Punti panoramici migliori

Il Lago Sacro, realizzato per volere di Thutmose III, offre una delle viste più suggestive del complesso. Inoltre, la Grande Sala Ipostila presenta punti panoramici eccezionali, dove le colonne centrali raggiungono un'altezza di 23 metri.

Un altro punto panoramico notevole si trova presso il Chiosco di Sesostri I, una delle strutture più antiche del complesso risalente al Medio Regno.

Per raggiungerlo, occorre attraversare cinque porte e un passaggio d'ingresso che conduce a un cortile con portico.

Zone meno conosciute

Tra le aree meno esplorate, spicca il cosiddetto "Giardino Botanico" di Thutmose III, situato alla fine dell'asse principale del tempio.

Questa zona unica conserva rappresentazioni di flora e fauna incontrate dal re durante le sue campagne militari.

La Cappella dell'Orecchio che Ascolta rappresenta un'altra area poco conosciuta ma significativa. 

Situata nella parte posteriore del tempio, permetteva ai comuni cittadini di comunicare con il dio Amon-Ra attraverso stele decorate con orecchie.

Il Museo all'Aperto, che richiede un biglietto separato, custodisce strutture ricostruite come la Cappella Bianca di Senuseret I, un capolavoro architettonico del Medio Regno, e la Cappella Rossa di Hatshepsut in granito.

Per una visita ottimale, si consiglia di:
  • Programmare la visita nelle prime ore del mattino (6:00-8:00) o nel tardo pomeriggio per evitare il caldo intenso
  • Prevedere almeno 2-3 ore per l'esplorazione completa
  • Munirsi di acqua e protezione solare
  • Indossare scarpe comode per camminare agevolmente

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Arte e Decorazioni

Le pareti e le colonne del tempio di Karnak raccontano storie millenarie attraverso un'incredibile varietà di decorazioni, geroglifici e statue che testimoniano la grandezza dell'arte egizia antica.

Geroglifici e loro significato

La Grande Sala Ipostila presenta un'eccezionale collezione di iscrizioni geroglifiche che narrano eventi storici significativi. 

Particolarmente notevole è il testo del primo trattato di pace documentato nella storia, stipulato tra Ramses II e gli Ittiti, inciso sulla parete meridionale.

Le decorazioni murarie mostrano scene di battaglia realizzate con straordinaria maestria: il lato settentrionale presenta i bassorilievi di Seti I, mentre quello meridionale ospita le incisioni di Ramses II.

Nonostante questi bassorilievi avessero principalmente una funzione religiosa, forniscono preziose informazioni sulle campagne militari dei faraoni.

Nella Cappella di Senussert, i geroglifici perfettamente conservati includono:
  • Cartigli con i nomi dei sovrani
  • Menzioni delle regioni dell'Alto e Basso Egitto
  • Raffigurazioni di divinità regionali

Recenti studi hanno rivelato che il tempio era originariamente dipinto con colori vivaci. 

Infatti, tracce di pigmenti originali mostrano che le decorazioni erano caratterizzate da tonalità di rosso, blu e oro.

Statue e sculture principali

Il complesso templare ospita numerose opere scultoree di straordinaria importanza. Tra queste, spicca la statua colossale di Pinedjem I, che raggiunge un'altezza impressionante di 10,5 metri.

Inoltre, nel cortile del tempio dedicato alla dea Mut sono state rinvenute seicento statue in granito nero.

Di particolare interesse sono le statue colossali di Akhenaten, che si distinguono per la loro rappresentazione non convenzionale del corpo umano.

Il faraone viene ritratto con caratteristiche fisiche insolite:
  • Ventre prominente
  • Braccia sottili
  • Lineamenti del viso accentuati
  • Mento pronunciato

Presso il Lago Sacro si trova ancora oggi la statua gigante di Khepri, lo scarabeo sacro che simboleggia il sole nascente. Un'altra opera notevole è la statua di Ramses VI, successivamente usurpata da Pinedjem.

La scultura mostra il sovrano che indossa la corona doppia dell'Alto e Basso Egitto, mentre ai suoi piedi la principessa Bent'anta regge un fiore ornata da una corona con cobra.

Le decorazioni della sala Bubastid, realizzate durante la XXII dinastia, presentano un particolare valore artistico.

La Grande Sala Ipostila conserva ancora tracce di colore originale sulle dodici colonne centrali, recentemente restaurate dagli egittologi. Questi interventi hanno permesso di rivelare le decorazioni policrome applicate circa 3.500 anni fa.

L'arte decorativa del tempio raggiunge il suo apice nella rappresentazione delle campagne militari.

Sulla parete settentrionale esterna della Sala Ipostila, si possono ammirare scene che ritraggono:
  • Seti I sul suo carro da guerra
  • L'esercito egizio in battaglia contro i Libici
  • La traversata di un fiume infestato da coccodrilli
  • L'assedio della città di Kadesh

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Festival e Celebrazioni

Nel cuore dell'antica Tebe, il tempio di Karnak ospitava numerose celebrazioni religiose che scandivano il calendario egizio.

Infatti, il complesso templare era sede di oltre 60 festival annuali, ciascuno con specifici requisiti rituali e spazi cerimoniali dedicati.

La festa di Opet

La festa di Opet rappresentava uno degli eventi più significativi dell'anno egizio. Questa celebrazione, nata durante la XVII dinastia, si svolgeva nel secondo mese della stagione dell'inondazione (Akhet), corrispondente al nostro settembre. 

Inizialmente, la festa durava 11 giorni sotto il regno di Thutmose III, successivamente si estese fino a 27 giorni durante il regno di Ramesse III, circa 270 anni dopo.

Il festival celebrava il legame divino tra il faraone e la divinità Amon. 

La processione iniziava nel tempio di Karnak, dove le statue della triade tebana - Amon, sua moglie Mut e il figlio Khonsu - venivano trasportate su barche dorate.

Il corteo si snodava lungo il Viale delle Sfingi, un percorso decorato con centinaia di sfingi criocefale, ovvero con corpo di leone e testa di ariete.

Rituali antichi

Durante la processione, i sacerdoti portavano le barche sacre sulle spalle, preceduti dal faraone stesso e da altri sacerdoti che purificavano il suolo e l'aria. 

Le statue venivano poi collocate sulla barca fluviale di Amon, chiamata userhat, dotata di remi per la navigazione sul Nilo.

Il corteo era accompagnato da:
  • Danzatori nubiani con tamburi
  • Sacerdotesse che agitavano i sistri
  • Soldati in marcia
  • Popolo festante che cantava inni sacri

Nella "Camera della nascita" del tempio di Luxor si svolgeva il momento culminante della celebrazione: una cerimonia di matrimonio rituale tra Amon-Re e il faraone.

Questo rito simboleggiava la rinascita del sovrano come figlio di Amon-Re e intermediario tra il popolo egiziano e gli dei.

Celebrazioni moderne

Attualmente, il Festival di Opet rivive attraverso rievocazioni contemporanee. Nel 2021, una grandiosa cerimonia ha segnato la riapertura del restaurato Viale delle Sfingi. 

L'evento ha incluso una moderna interpretazione dell'antica processione, con artisti in abiti faraonici e tre barche dorate che hanno percorso il viale storico.

Il restauro ha portato alla luce non solo frammenti delle antiche sfingi, ma anche importanti reperti archeologici, tra cui:
  • Un muro di epoca romana
  • Fondamenta di edifici e botteghe
  • Laboratori per la produzione di vasi in argilla e amuleti
  • Antichi torchi per il vino

Inoltre, il solstizio d'inverno rappresenta ancora oggi un momento significativo presso il tempio di Karnak. 

Il tempio di Amon Ra è stato progettato specificamente per allinearsi con questo fenomeno astronomico, offrendo un'esperienza spirituale unica che collega il presente al passato millenario dell'antico Egitto.

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Guida Pratica alla Visita

Per pianificare al meglio la visita al maestoso complesso templare di Karnak, ecco una guida dettagliata con informazioni pratiche essenziali.

Orari e biglietti

Il tempio accoglie i visitatori dalle 6:00 alle 18:00 durante tutto l'anno.

Inoltre, nelle ore serali, a partire dalle 21:00, si svolge uno spettacolare show di luci e suoni che illumina il complesso mentre una voce narra la sua storia millenaria.

Migliori momenti per visitare

Il periodo ottimale per esplorare il tempio si estende da ottobre ad aprile, quando le temperature sono più miti. Durante questi mesi, le temperature diurne oscillano tra i 20°C e i 30°C, mentre di notte scendono tra i 10°C e i 15°C.

Per quanto riguarda gli orari giornalieri, si consiglia di:
  • Visitare il sito nelle prime ore del mattino (6:00-8:00) per evitare le folle e godere della luce migliore per le fotografie
  • Optare per il tardo pomeriggio per sfuggire al caldo intenso
  • Evitare le ore centrali della giornata, specialmente in estate quando le temperature possono superare i 40°C

Servizi disponibili

Il complesso dispone di un ampio parcheggio che si riempie progressivamente nel corso della giornata. All'interno del sito sono presenti rampe per disabili in punti strategici e aree di riposo distribuite lungo il percorso. 

Tuttavia, considerando che il terreno può essere irregolare in alcuni punti, i visitatori con problemi di mobilità dovrebbero pianificare attentamente il proprio itinerario.

Consigli utili

Per un'esperienza ottimale, è fondamentale:

Abbigliamento e protezione

  • Indossare abiti comodi e leggeri
  • Munirsi di cappello e occhiali da sole
  • Portare crema solare, particolarmente importante durante i mesi estivi

Tempistiche e organizzazione

  • Prevedere almeno 3 ore per una visita completa del complesso
  • Considerare l'opzione di una guida certificata per comprendere appieno la storia e il significato del sito
  • Portare con sé acqua a sufficienza, specialmente durante le ore più calde

Per gli appassionati di fotografia, le prime ore del mattino offrono condizioni di luce ideali per catturare l'essenza del tempio. 

Analogamente, il tramonto regala opportunità uniche per immortalare il complesso con una luce suggestiva.

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Un Viaggio nella Grandezza dell’Antico Egitto

Senza dubbio, il Tempio di Karnak rappresenta una delle più straordinarie testimonianze dell'antica civiltà egizia.

 Questo magnifico complesso templare, con la sua imponente architettura e le ricche decorazioni, racconta una storia millenaria attraverso ogni pietra e geroglifico.

La grandiosità del tempio si manifesta non solo nelle sue dimensioni monumentali, ma anche nel profondo significato spirituale e culturale che ha mantenuto nel corso dei secoli.

Certamente, dalle maestose colonne della Sala Ipostila alle suggestive celebrazioni del Festival di Opet, ogni elemento contribuisce a creare un'esperienza indimenticabile.

Prima di intraprendere il viaggio verso questo tesoro archeologico, ricordate di pianificare la visita considerando il periodo dell'anno e l'orario più adatto.

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FAQs

1. Quali sono le caratteristiche principali del Tempio di Karnak? 

Il Tempio di Karnak è il più grande complesso religioso mai costruito, estendendosi su 300.000 metri quadrati.

Presenta una Grande Sala Ipostila con 134 colonne, obelischi imponenti e una ricca decorazione di geroglifici e bassorilievi che narrano la storia dell'antico Egitto.

2. Qual è il significato religioso del Tempio di Karnak? 

Il Tempio di Karnak era il centro religioso più importante dell'antico Egitto, dedicato principalmente al dio Amon-Ra.

Fungeva da luogo di culto, centro amministrativo e sede di importanti festival religiosi come la Festa di Opet, che celebrava il legame divino tra il faraone e la divinità.

3. Quali sono i migliori momenti per visitare il Tempio di Karnak? 

Il periodo ottimale per visitare il tempio è da ottobre ad aprile, quando le temperature sono più miti.

Si consiglia di visitare il sito nelle prime ore del mattino (6:00-8:00) o nel tardo pomeriggio per evitare il caldo intenso e godere della luce migliore per le fotografie.

4. Quali sono le principali opere d'arte presenti nel Tempio di Karnak? 

Il tempio ospita numerose opere scultoree di straordinaria importanza, tra cui la statua colossale di Pinedjem I alta 10,5 metri, le statue di Akhenaten con caratteristiche fisiche insolite, e la statua gigante di Khepri presso il Lago Sacro.

Le pareti sono decorate con bassorilievi che narrano eventi storici e scene mitologiche.

5. Come si svolge la visita al Tempio di Karnak? 

La visita inizia dal maestoso ingresso principale e prosegue attraverso il Gran Cortile, la spettacolare Sala Ipostila, e vari piloni e sale.

Si consiglia di prevedere almeno 3 ore per una visita completa, indossare abiti comodi e leggeri, portare acqua e protezione solare.

È possibile anche partecipare a uno spettacolo di luci e suoni serale che illumina il complesso narrando la sua storia millenaria.

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