Durante il Nuovo Regno, il complesso templare di Karnak si affermò come il cuore pulsante della fede nell'antico
Egitto. Questo straordinario sito non era solamente un luogo di culto, ma fungeva anche da centro amministrativo, tesoreria e palazzo per i faraoni.
Centro religioso dell'antico Egitto
La costruzione del tempio, iniziata nel 2055 a.C., proseguì per oltre 1500 anni fino al 100 d.C.. In particolare, il complesso era dedicato principalmente alla triade divina tebana: Amon, sua moglie Mut e il loro figlio Khonsu.
Amon, rappresentato come divinità dell'aria e del sole, godette di particolare venerazione dal 1570 al 1069 a.C..
Il recinto templare della dea Mut, che si estendeva su un'area di circa 250 x 400 metri, era collegato a quello del marito Amon attraverso un suggestivo viale di sfingi criocefale.
Inoltre, ciascun recinto ospitava un lago sacro destinato ai rituali di purificazione dei sacerdoti.
L'importanza religiosa del complesso è testimoniata dalla presenza di dieci edifici dedicati al dio Amon.
Durante questo periodo, il tempio divenne meta di pellegrinaggio per i devoti e sede di importanti celebrazioni religiose, tra cui il rinomato Festival di Opet.
Simbolismo architettonico
L'architettura del tempio di Karnak racchiude un profondo significato simbolico. Ogni dettaglio costruttivo e decorativo riflette la spiritualità dell'epoca.
Le pareti sono riccamente decorate con raffigurazioni di dei, faraoni e scene mitologiche che narrano le leggende dell'antico Egitto.
Particolarmente significativa è la rappresentazione della battaglia tra Horus e Seth, che simboleggia la lotta tra il bene e il male.
Il complesso si sviluppa secondo un orientamento geografico duplice, evidenziato dal posizionamento dei piloni, la cui numerazione attuale segue una progressione stabilita dagli archeologi.
La grandiosità del tempio si manifesta nelle sue dimensioni impressionanti: il recinto di Amon misura circa 400 x 600 metri, per un'area totale di 300.000 metri quadrati.
All'interno del complesso, tra il I e il II pilone, si apre il "Grande Cortile Porticato" che ospita il tempio-deposito di Ramses III, adibito a ricovero delle barche sacre del dio Amon.
Un elemento architettonico di particolare rilevanza è il "Vestibolo di Bubasti", noto anche come "Portico", realizzato dal sovrano della XXII dinastia, Sheshonq I.
Inoltre, ai lati dell'accesso al tempio di Thutmosi I, Thutmosi III fece erigere due pilastri che rappresentano le piante araldiche dell'Alto e Basso Egitto: il fior di loto e il papiro, simboli dell'unità del regno.