La regione di Abu Simbel rappresenta un crocevia millenario di culture, dove l'antica civiltà nubiana ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'umanità.
I Nubiani, considerati uno dei gruppi etnici più antichi al mondo, hanno sviluppato una ricca eredità culturale che continua a influenzare quest'area fino ai giorni nostri.
La cultura nubiana locale
La società nubiana si distingue per la sua straordinaria diversità linguistica e culturale. Infatti, ancora oggi esistono cinque lingue nubiane moderne: Nobiin, Kenzi, Midob, Birgid e Kordofan Nubian.
In particolare, questa ricchezza linguistica si è rivelata così preziosa che l'Egitto ha impiegato i parlanti nubiani come decodificatori durante la Guerra dello Yom Kippur.
L'agricoltura e l'allevamento del bestiame hanno sempre rappresentato il fulcro dell'economia nubiana. Inoltre, il possesso di bestiame fungeva da simbolo di ricchezza e status sociale.
I Nubiani commerciavano con gli Egizi una vasta gamma di prodotti pregiati:
- Bestiame e avorio
- Oro e corniola
- Legni pregiati e incenso
- Datteri e altri prodotti agricoli
L'importanza storica della regione
La Nubia ha giocato un ruolo fondamentale nell'ascesa dell'antico Egitto. Situata a sud della prima cateratta del Nilo, questa regione costituiva un punto strategico essenziale per le spedizioni militari e commerciali.
In particolare, durante il Medio Regno (2040-1640 a.C.), l'Egitto estese il proprio controllo sulla Nubia, stabilendo fortezze lungo il Nilo per proteggere le rotte commerciali.
I Nubiani si distinsero come guerrieri formidabili nell'esercito egiziano, soprattutto nell'arte del tiro con l'arco.
Vennero chiamati Medjay, termine che inizialmente indicava la loro terra d'origine ma che successivamente passò a designare una forza paramilitare d'élite.
Tuttavia, il loro contributo alla società egizia non si limitava all'ambito militare: lavoravano anche come attendenti, mercanti e impiegati nei templi.
Un aspetto particolarmente interessante della storia nubiana è il periodo della XXV dinastia, quando i Nubiani, conosciuti come Kushiti, conquistarono l'Egitto.
Durante questo periodo, pur mantenendo gran parte delle tradizioni egizie, introdussero elementi della propria cultura e riportarono in auge la costruzione delle piramidi.
La relazione tra Egizi e Nubiani, nonostante i periodi di conquista reciproca, fu caratterizzata da intensi scambi culturali e accordi matrimoniali. Molti faraoni, anche prima della XXV dinastia, avevano sangue nubiano nelle loro vene.
Questa fusione culturale si riflette anche nel tempio di Abu Simbel, dove la regina Nefertari viene rappresentata con dimensioni pari a quelle di Ramses II, un onore raramente concesso alle regine egizie.
La decisione di costruire il tempio di Abu Simbel proprio in questo luogo, al confine con le terre conquistate della Nubia, non fu casuale.
Il sito era già considerato sacro alla dea Hathor molto prima della costruzione dei templi, e Ramses II scelse deliberatamente questa località per il suo significato simbolico e strategico.