Nel cuore pulsante dell'antica metropoli mediterranea, il porto di Alessandria rappresentava il fulcro della vita economica e sociale della città.
Il commercio nel porto
Il sistema portuale alessandrino comprendeva due porti principali: il Porto Grande orientale e l'Eunostos occidentale. Inoltre, un porto interno artificiale, denominato Kibôtos ('scatola rettangolare'), completava questa imponente infrastruttura.
Un sofisticato sistema di canali collegava il porto al Nilo attraverso il lago Mareotide, facilitando il trasporto delle merci verso l'entroterra.
Pertanto, per gestire l'intenso traffico commerciale, vennero costruite le Apostasi, vasti magazzini che si estendevano lungo la costa.
Il volume degli scambi era impressionante: solo dal porto di Myos Hormos partivano oltre 120 navi all'anno dirette verso l'India nel I secolo d.C.. Le merci in transito includevano:
- Dall'Oriente: spezie, perle di vetro e pietra, seta, incenso, mirra e noci di cocco
- Dall'Occidente: schiavi, vetro, grano, vino italico e corallo rosso
Le autorità romane sottoposero la regione a un rigido controllo fiscale-tributario, implementando la Tariffa di Coptos per regolamentare i diritti di passaggio.
Le case dei mercanti
I mercanti stranieri risiedevano in strutture chiamate fondachi, edifici che fungevano sia da magazzino che da alloggio.
Questi complessi, solitamente larghi e bassi, presentavano il pianterreno o il seminterrato destinato alle merci, mentre i piani superiori ospitavano gli alloggi.
Analogamente alle altre città del Mediterraneo, ogni repubblica marinara possedeva propri fondachi ad Alessandria, che potevano raggiungere le dimensioni di interi quartieri.
All'interno di questi complessi si trovavano anche chiese, ospizi e, in alcuni casi, terme.
La vita quotidiana nella città si svolgeva principalmente all'aperto, con i cittadini che si dedicavano alle attività commerciali fin dalle prime luci dell'alba.
I pasti scandivano il ritmo della giornata, con il deîpnon, la cena, che rappresentava il momento più importante e si consumava al tramonto.
Inoltre, la città era rinomata per la sua vivace atmosfera: osterie, cantine e luoghi di intrattenimento animavano le serate, mentre la popolazione, nota per il suo carattere turbolento, non di rado dava vita a rivolte.
I mercanti si riunivano nell'Emporium, il centro nevralgico delle attività commerciali, situato strategicamente vicino al Posidium, un promontorio sulla cui punta sorgeva un santuario dedicato a Poseidone.
Questa zona della città, conosciuta come Bruchium, si estendeva tra il teatro, l'Emporium e il Cesareo.
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